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La città di ottone [ANTEPRIMA]

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Titolo: La città di ottone
Autore: S. A. Chakraborty
Pagine: 528
Prezzo: € 22
Uscita: 03 giugno 2020
Genere: Fantasy, Storico
Casa Editrice: Mondadori
 

Personaggi

65%

Worldbuilding

80%

Fluidità

60%

Cover

80%

E il Finale?

70%

EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un'abile guaritrice e di saper condurre l'antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.

Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all'interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L'arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli. 

Scarabocchio: Nessuno di voi sa quanto io ami profondamente la magia dell'Egitto. 

Sono cresciuta con le "notti magiche" di Aladin e le piramidi, la mia fantasia si è sempre sbizzarrita con queste cose (è molto più complicato di così) e quando trovo un libro che mi promette cose fantastiche, che però non sia un saggio, allora volo. 

La città di ottone darà moltissimo in futuro, ne sono più che certa, ma ora come ora è più simile ad un tomo storico e politico. 

 

Nahri è una ragazza che deve pensare a se stessa, e per farlo sfrutta ogni mezzo. Ladruncola dotata, usa anche il sottile inganno attraverso degli esorcismi a cui non crede minimamente. Perchè la nostra protagonista, anche se è un pò strana dalla media del suo popolo, non crede assolutamente a queste cose "magiche". 

Eppure.

Una sera, proprio nel bel mezzo di un lavoro, capisce che la ragazza che ha davanti ha veramente qualcosa che non va e che le parole tanto incomprensibili, sono in realtà una formula per evocare qualcuno. O qualcosa.

Dara, essere di difficile collocazione morale, le aprirà un mondo a lei precluso e con lui, intraprenderà un lungo cammino verso Daevabad, la città di ottone.

Alla fine di questo pellegrinaggio, ci sarà il mondo a cui appartine e anche molto di più. Ali, il secondogenito dei regnanti attualmente in carica, sarà un prezioso alleato nella guerra che sta arrivando. Ma lui sarà pronto? 

 

Sono un pò incerta su questa storia, perchè la lettura è stata estremamente sofferta, anche se atrocemente adorabile. 

Cinquecento pagine di mondi rivisti e corretti, politica ben radicata e una situazione razziale al limite della tolleranza umana. Non è stata una lettura da "una botta e via", non è quel tipo di storia che puoi leggere in due giorni e pensare di capirla tutta. 

La terminologia è importante, vengono usati moltissimi nomi per le tribù e le razze, se si perde un pezzo non si capisce più nulla (e provate voi, a leggere su un kindle una cosa del genere).

Qui dentro è stata messa molta carne sulla brace, come primo libro non mi aspettavo di certo un qualcosa di raffazzonato ma adesso, per i successivi, non posso fare sconti sull'immensità degli intrecci. Ne sono felice? No. 

No, perchè se già si abitua il lettore ad avere 100, poi non si può calare e sfortunatamente, ho visto troppe storie finire nella banalità più assoluta. Stando al presente, mi sono gasata un sacco. 

Gli intrecci emotivi non mancano, ho trovato molto divertente vedere cosa ne pensavano le altre ragazze del gruppo, capire chi shippava chi e cosa ne pensavano in generale. Lo stile di scrittura è un pò border, non piacerà sicuramente a tutti quelli che come me, soffrono per le descrizioni ma è innegalibe che ci sappia fare.

Anche la caratterizzazione dei personaggi, troviamo il giusto compromesso, tipico di una sere. Quando pensi di aver capito come ragiona qualcuno, puntualmente le carte in tavola cambiano. Mai una gioia.

Ve lo consiglio, ma ho paura. 

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