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Come abbiamo visto durante la recensione (qui), la lettura dei Tarocchi è una cosa oggettivamente semplice ma non alla portata di tutti. 

Dico semplice perchè la tecnica, se sipegata in modo schematico e lineare, non ha nulla di contorto. Si mischiano le carte, si stendono, si rimischiano e poi si scelgono. 

Ovviamente, ci sono da tener conto anche una serie di sfumature che cambiano da stesa a stesa, ma anche da quale scuola uno abbia scelto di seguire. Perchè ecco, non esiste un solo mazzo di Tarocchi, e nemmeno un solo modo per usarli.

 

Bisogna tener presente che come per tutte le cose, c'è sempre un lato commerciale. 

La divinazione si presta molto bene, dato che si colloca nella categoria dell'occulto e molti ne sentono il fascino, anche se poi alla fine non ci credono veramente. 

In commercio ci sono molti mazzzi e l'unico modo per scegliere quello giusto, è affidarsi al proprio senso estetico. O forse no? 

Regola vorrebbe che il primo mazzo ti venga donato da una persona sconosciuta, ma quante possibilità ci sono che ciò avvenga? Ecco, nessuna. Quindi, alla fine di tutto sto pippone vorrei mostrarvi alcuni mazzi che trovo interessanti e molto diversi tra loro. 

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Di questo mazzo, non c'è moltissimo da dire, se non che è tra i più vecchi in assoluto. 

Il mazzo Egiziano è forse uno dei miei preferiti e sicuramente, da quello che ho scoperto, è anche uno dei più difficili da maneggiare. 

Come ben sappiamo, le divinità sono esseri estremamente suscettibili e in questo caso, la leggenda narra che se usati da non credenti o persone poco rispettose, possano sentirsi offesi. Da tale sentimento, potrebbero arrivare dispiaceri nel consultante e quindi, si consiglia sempre di arrivare a quel punto con una vera curiosità e non con la voglia di giocare e basta. 

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I Tarocchi Crowley, si basano sulla personalissima concezione magica di Aleister Crowley, un importante cartomante inglese esperto di occultismo e creatore della filosofia magica di Thelema.

Il mazzo è composto da 78 arcani, suddivisi in 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori.

Se nelle carte Egizie, abbiamo la complessità delle divinità interpellate, qui abbiamo la complessità di ogni carta che risulta difficile da comprendere anche per i cartomanti stessi. 

Solitamente, vengono usati dagli esperti, perchè più "studiati" e più abituati alla lettura ma sono anche un rompicato affascinante. 

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Come ultima cosa, vi mostro loro; Tarocchi del Magenta. 

A senso estetico, non sono esattamente tra le mie preferite ma le trovo molto interessanti per i mille buchi che ci sono. 

Si vabbè, sprechiamoci con le battute, ma il creatore di questo mazzo ancora non è stato trovato ed io mi chiedo come sia possibile. Ad essere poi precisi, in realtà questo non è nemmeno un mazzo di tarocchi, dato che mancano i semi e quindi la lettura delle sue carte è diversa rispetto a tante altre. 

 

In sintesi, non basta aver in mano un mazzo di carte bello e a buon mercato.

La lettura va fatta con un certo criterio, anche estetico se si vuole, ma sempre nel rispetto di quello che abbiamo in mano e di chi ci sta davanti. Anche delle persone che ci hanno fatto avvicinare a questa pratica, senza vergognarci nel dire che un pò, ci si crede veramente a queste cose. 

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test sul blog Il mondo di sopra

 

Se chiudo gli occhi, riesco ancora a sentirlo. Il grido disperato di una creatura che ha perso ogni speranza, ma trattiene ancora un barlume di lucidità. Quanto basta per fargli provare un dolore devastante. È così che nascono le Morhn. Dalla carne, dalla vita, dal respiro. E trasformano tutto in ombra.


Come si fa a parlare di mostri? 

Che logica si può nascondere dietro a degli abomini, che sentimenti possono avere al di fuori della rabbia o della violenza fine a se stessa? 

Emettono dei lamenti strazianti, grotteschi e sono ricoperti dalla stessa melma nerastra che ci circonda, come una tenda caduta dal cielo dalla quale non riescono a liberarsi. L’odore è così forte che mi gira la testa. È l’ultimo stadio dell’infezione: la tua pelle è completamente ricoperta di scaglie nere, la vista si oscura e perdi il controllo. Inizi a vomitare liquame e bile, finché tutto finisce e diventi una di loro. Una Morhn.


Questi esseri non nascono così, prima di diventare mostri sono stati essere umani normalissimi.

Ci sono alcuni modi per contrarre il morbo, quello più comune è attraverso la melma che le Dhrek’Morhn hanno addosso. Questa cosa vischiosa deve entrare dalla bocca o negli occhi o nelle orecchie e raggiungere il cuore. Una volta arrivato lì, nulla ti può salvare ma se il cuore è ancora libero, solo una pietra nera può provare a salvarti. Sempre che funzioni. 

Se si è ormai oltre la via della salvezza, prima di arrivare alla trasformazione definitiva, l'unica soluzione è un'arma imbevuta di magia. La morte, diventa un'amica. 

Ma per tutti quelli che si infettano e non vengono femati per tempo, arrivano ad essere delle Dhrek’Morhn e per questo livello di difficoltà, solo il fuoco di Drago funziona. C'è però un modo più semplice per uccidere una Dhrek’Morhn, se è stata infettata in modo innaturale, basta distruggere la pietra nera. 

Una Morhn non è più umana, ma non è del tutto un mostro. A volte un barlume di coscienza rimane sotto lo strato di roccia e costringe quella che è stata una persona a guardarsi uccidere e distruggere ciò che incontra sul cammino. Porre fine alle sue sofferenze è un atto di pietà.

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creato da J. A. Windgale


C'è poco e tanto da dire, sulle Morhn. 

Sono esseri estremamente pericolosi anche per il fatto che perdono completamente ogni freno inibitore, ma sono sostanzialmente delle vittime anche loro. 

Il morbo non si può prevenire sempre e guarire, non è certo senza l'aiuta dei guaritori ma anche la mancanza di pietre nere, che stanno all'origine di tutto, possono fallire. 

Dapprima utilizzata solo dai maghi, è stata trasformata in qualcos’altro, un catalizzatore. La magia smise di essere appannaggio di chi nasceva con il dono e diventò di tutti. Bastava caricare una pietra e chiunque avrebbe potuto utilizzare l‘incantesimo al suo interno. Esaurita la sua funzione, la pietra si frantumava.

Ma con il potere è arrivata l’oscurità. Le persone hanno iniziato ad ammalarsi, ogni pietra consumata poteva significare nuovi contagi, nuove Morhn.


Vittime, volontarie ed involontarie. 

Per chi si fa ammaliare dal potere e chi ne sente il rinculo. Le Morhn posso risultare orrende e affascinanti allo stesso tempo, solo gli animi più oscuri possono captare la loro feroce bellezza, indomabili e imprevedibili. 

 

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Isaac Asimov, nato Isaak Judovič Azimov (in russo: Исаáк Ю́дович Ази́мов; Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992), è stato uno scrittore e biochimico sovietico naturalizzato statunitense.

Fu autore di numerosi romanzi e racconti di fantascienza e di volumi di divulgazione scientifica, la sua produzione è stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi. Alcuni romanzi e racconti di fantascienza hanno avuto trasposizioni cinematografiche.

 

IO, ROBOT

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FONDAZIONE

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 SOLE NUDO

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UN SOFFIO DI MORTE

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Asimov gira nelle libreria della gente da molti anni, e soprattutto gode di una certa fama che ogni tot tempo ha dei picchi che non mi spiego. 

Certo, bravissimo è bravissimo, ma la scelta di riproporre nuove edizioni come se fossero dei fazzoletti di un allergico, mi sfugge. Marketing? Indubbiamente. 

Qui sopra ho voluto mettere a confronto alcuni titoli, soprattutto quelle inglesi ma qualcosa anche in russo (abitudine presa grazie a mio fratello) e lo ribadisco per l'ennesima volta... le cover straniere sono una spanna migliori delle nostre! Voi cosa ne dite?

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Verne nel 1892

 

Jules Gabriel Verne, spesso italianizzato in Giulio Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905), è stato uno scrittore francese. Tra i più importanti autori di storie per ragazzi, con i suoi romanzi scientifici è considerato, assieme a H. G. Wells, il padre della moderna fantascienza. Giunse al successo nel 1863, quando si dedicò proprio al racconto d'avventura.

Tra le sue numerosissime opere, note in tutto il mondo, vi sono romanzi come Viaggio al centro della TerraDalla Terra alla LunaL'isola misteriosaVentimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni, con alcuni di questi che sono poi divenuti anche film di successo. Con i suoi racconti ambientati nell'aria, nello spazio, nel sottosuolo e nel fondo dei mari, ispirò scienziati e applicazioni tecnologiche delle epoche successive. Verne è anche uno degli autori più letti in lingua straniera.

Intorno al 1848 iniziò, assieme a Michel Carré, a scrivere libretti per operette.

Per alcuni anni la sua attenzione si divise tra il teatro e il lavoro, ma alcune storie di viaggi che scrisse per il Musée des Familles gli rivelarono il talento per la scrittura di opere d'immaginazione.

Nel 1850 abbandonò definitivamente la carriera giuridica per dedicarsi alla letteratura. Scrisse commedie e tragedie per il teatro, sia pure con scarso successo (uno dei titoli che si ricorda è Pailles rompuesLe paglie rotte). Tramite la conoscenza di Alexandre Dumas figlio convinse Alexandre Dumas padre a rappresentarlo nel teatro di Dumas, Théatre Historique. Altri scritti compaiono sul Musée des familles: Les Premiers navires de la marine mexicaine e Un Drame dans les airs nel 1851. Nel 1852 Jules Verne divenne segretario del Théâtre Historique (vecchio nome del Théâtre Lyrique, ora Théâtre de la Ville), per poi passare all'Opéra-Comique.

Nel 1857 sposò Honorine Morel, una ricca vedova che gli garantì una discreta indipendenza economica. Ma non fu un matrimonio molto felice.

All'età di trentacinque anni, nel 1862, intraprese la carriera di scrittore, carriera che continuò fino al 1905. A tale anno risale anche la pubblicazione postuma di molti suoi lavori: sessantadue romanzi e diciassette racconti.

Il successo di Verne si dovette in gran parte all'editore Pierre-Jules Hetzel, il quale, dopo aver pubblicato nel 1863 un suo primo volume di racconti, Cinque settimane in pallone, gli propose un contratto di 20 anni con l'impegno di pubblicarne tre all'anno, consentendo all'autore di abbandonare l'impiego di agente di cambio e dedicarsi completamente alle sue opere.

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Caricatura di Verne del 1884

E' considerato, assieme ad H. G. Wells, il padre del genere fantascientifico.

Le storie avventurose di Verne, in particolare Viaggio al centro della Terra (1864), Dalla Terra alla Luna (1865) e Ventimila leghe sotto i mari (1869), mescolano un'audace avventura romantica con una tecnologia molto aggiornata o futuribile, cioè estrapolata nel futuro secondo logica. Le sue opere godettero di un enorme successo commerciale, aprendo la strada ad altri autori. L. Sprague de Camp ha definito Verne "il primo romanziere a tempo pieno di fantascienza del mondo". Malgrado la loro popolarità, le opere di Verne vennero considerate per lungo tempo semplice letteratura per ragazzi: dovettero trascorrere molti anni dalla morte dello scrittore prima che la critica nazionale lo ammettesse a pieno titolo tra i grandi della letteratura francese ed è stato soprattutto a partire dagli anni ottanta del Novecento che la critica anglosassone lo ha ampiamente studiato, ritradotto e riconosciuto come uno dei padri della fantascienza, benché Hugo Gernsback l'avesse riconosciuto esplicitamente come tale già nel 1926, nell'editoriale del primo storico numero di Amazing Stories, la prima rivista interamente dedicata al genere.

Secondo Émile Zola «ha portato alle estreme conseguenze ciò che la scienza considera possibile in teoria, ma che nessuno è riuscito finora a mettere in pratica». Secondo Antonio Gramsci, «nel Verne c'è l'alleanza dell'intelletto umano e delle forze materiali [...]. Nello stesso tempo però questo equilibrio nelle costruzioni romanzesche del Verne è diventato un limite, nel tempo, alla sua popolarità (a parte il valore artistico scarso): la scienza ha superato Verne e i suoi libri non sono più "eccitanti psichici"». Secondo Ray Bradbury «senza Verne, molto probabilmente non avremmo mai concepito l'idea di andare sulla Luna.» Guido Gozzano, nel suo sonetto In morte di Giulio Verne del 1905, scrisse: «La Terra il Mare il Cielo l'Universo per te, con te, poeta dei prodigi, varcammo in sogno oltre la Scienza.»

 

OPERE

I Viaggi straordinari (Voyages extraordinaires) sono una serie inizialmente di 54 romanzi scritti e fatti pubblicare da Verne tra il 1863 e il 1905; a questi sono stati aggiunti altri 8 titoli postumi a cura del figlio Michel Verne tra il 1905 e il 1919 e 18 racconti inseriti nei volumi. Obiettivo precipuo e caratteristica dei Voyages era quello - secondo l'editore di Verne Pierre-Jules Hetzel - di "descrivere tutte le conoscenze geografiche, geologiche, fisiche ed astronomiche accumulate dalla scienza moderna e raccontate in una forma divertente e pittoresca... una storia dell'universo"

  • Romanzi non compresi nei Viaggi straordinari

    • 1846: Un prete nel 1839 (Un prêtre en 1839), pubblicato nel 1991 con i Manuscrits nantais
    • 1847: Jédédias Jamet ou l'histoire d'une succession, pubblicato per il pubblico nel 1991 con i Manuscrits nantais
    • ? : Pierre-Jean, racconto rimaneggiato da Michel Verne nel La destinée de Jean Morénas, poi pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain e nel 1991 con Manuscrits nantais
    • 1851: Un dramma in Messico (Un drame au Mexique), pubblicato nel 1876 in appendice a Michel Strogoff
    • 1851: Un dramma nell'aria (Un drame dans les airs), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
    • 1852: Martin Paz (1852), pubblicato nel 1875 con Chancellor
    • 1854: Mastro Zacharius o l'orologiaio che aveva perduto l'anima (Maître Zacharius ou l'horloger qui avait perdu son âme), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
    • 1855: Un inverno tra i ghiacci (Un hivernage dans les glaces), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
    • 1859: Viaggio a ritroso in Inghilterra e in Scozia (Voyage en Angleterre et en Écosse, pubblicato nel 1989 con il titolo Voyage à reculons en Angleterre et en Écosse)
    • 1861: Joyeuses misères de trois voyageurs en Scandinavie, incompleto, i frammenti rimasti sono stati pubblicati nel 2003
    • 1861: L'Oncle Robinson, incompleto, pubblicato nel 1991 con Manuscrits nantais
    • 1861: Parigi nel XX secolo (Paris au XXe siècle), pubblicato nel 1994
    • 1863: Il bluff (Le Humbug), frammento di un racconto pubblicato da Michel Verne e pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
    • 1872: Storia dei grandi viaggiatori: da Annone cartaginese a Cristoforo Colombo; Milano: Treves Editore.
    • 1885: L'Épave du Cynthia , in collaborazione con André Laurie

    Romanzi postumi

    • 1891: La giornata di un giornalista americano nel 2889 (La Journée d'un journaliste américain en 2889), pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain, edito già in vita dell'autore nella rivista statunitense "the forum", nel 1889.
    • 1891: La famiglia Topone (Aventures de la famille Raton), pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
    • 1893: Il signor Rediesis e la signorina Mibemolle (Monsieur Ré-Dièze et Mademoiselle Mi-Bémol), pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
    • 1896: Il pilota del Danubio (Le Beau Danube jaune, pubblicato nel 1908 col titolo Le pilote du Danube)
    • 1897: I naufraghi del "Jonathan" (En Magellanie, pubblicato nel 1909 col titolo Les Naufragés du "Jonathan")
    • 1900: Il vulcano d'oro (Le Volcan d'or), pubblicato nel 1906
    • 1901: Le Secret de Wilhelm Storitz, pubblicato nel 1910
    • 1901: Caccia alla meteora (La Chasse au météore), pubblicato nel 1908
    • 1903: Il faro in capo al mondo (Le Phare du bout du monde), pubblicato nel 1905
    • 1904: Voyage d'études, ripreso da Michel Verne nel suo L'étonnante aventure de la mission Barsac
    • 1905: Edom, ripreso ne L'eterno Adamo (L'éternel Adam), pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
    • 1905: Une ville saharie, usato come ispirazione per il romanzo di Michel Verne L'étonnante aventure de la mission Barsac

    Romanzi scientifici

    • 1858: Salon de 1857
    • 1864: Edgar Poe et ses œuvres
    • 1866: Géographie illustrée de la France et de ses colonies, in collaborazione con Théophile-Sébastien Lavallée
    • 1870: Découverte de la terre: Histoire générale des grands voyages et des grands voyageurs, publié en quatre volumes, les trois derniers en collaboration avec Gabriel Marcel - volume 1
    • 1878: Découverte de la terre: Histoire générale des grands voyages et des grands voyageurs, publié en quatre volumes, les trois derniers en collaboration avec Gabriel Marcel - volume 2
    • 1879: Les grands navigateurs du XVIII e siècle - volume 3
    • 1880: Les voyageurs du XIX e siècle en 1880 - volume 4
    • 1888: La conquête économique et scientifique du globe, in collaborazione con Gabriel Marcel
    • 1890: Souvenirs d'enfance et de jeunesse

    Raccolte

    • 1874: Il dottor Ox (Le Docteur Ox); raggruppa: Il dottor Oss (Une fantaisie du Docteur Ox), Mastro Zacharius o l'orologiaio che aveva perduto l'anima (Maître Zacharius), Un dramma nell'aria (Un drame dans les airs), Un inverno tra i ghiacci (Un hivernage dans les glaces) e Quarantième ascension française au mont Blanc (un testo di Paul Verne, ritirato nelle edizioni seguenti).
    • 1910: Racconti del passato e dell'avvenire (Hier et demain); raggruppa: La famiglia Topone (Aventures de la famille Raton), Il signor Rediesis e la signorina Mibemolle (Monsieur Ré-Dièze et Mademoiselle Mi-Bémol), Il destino di Giovanni Morenas (La destinée de Jean Morénas), Il bluff (Le Humbug), La giornata di un giornalista americano nel 2889 (Au XXXIX e siècle: La journée d'un journaliste américain en 2889) e L'eterno Adamo (L'Éternel Adam)
    • 1991: Manuscrits nantais (volume 3) a tiratura limitata: Un prêtre en 1835, Jédédias Jamet, Le siège de Rome, Le mariage de M. Anselme des Tilleuls, San Carlos, Pierre-Jean e L'Oncle Robinson
    • 1993: San Carlos et autres récits comprende: Pierre-Jean, Le mariage de M. Anselme des Tilleuls, Le siège de Rome, San Carlos, Jédédias Jamet e Voyage d'études
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Salve e grazie di cuore per aver accettato di rispondere alle nostre domande!

È un piacere!

Dovendo affrontare il wording di una nuova serie scifi un traduttore ha dei parametri di riferimento? Mi spiego: ci sono termini ripresi da opere famose di fantascienza che ormai sono accettate come traduzione ufficiale oppure si cerca di creare una terminologia specifica per quel particolare autore, anche discostandosi dalle traduzioni letterali? 

Direi che dipende dalle intenzioni dell’autore: se lui stesso sta creando, nella lingua di partenza, una terminologia caratteristica, il tentativo dovrebbe emergere anche nella lingua di arrivo. Se, viceversa, sta facendo ricorso a un bagaglio terminologico “consolidato”, anche per l’italiano potrebbero risultare efficaci termini privi di particolari connotazioni stilistiche.

Nel processo di traduzione di un romanzo come Aurora Rising che rientra nella sfera del genere fantasy/sci-fi da sempre conosciuto come uno dei più ricchi e complessi della letteratura, c'è stato un aspetto in particolare rispetto agli altri che ha rappresentato una sfida stimolante?

Sicuramente il lessico, così ricco di inventiva. Anche l’umorismo rappresenta, in generale, una sfida impegnativa per i traduttori.

Quanto è difficile tradurre il primo libro di una serie/trilogia, senza aver la possibilità di leggere subito i seguiti? Incide sul lavoro?

Potenzialmente, il primo libro di una serie di cui ancora non si hanno altre notizie è un vero campo minato. Il rischio per il traduttore è molto alto, basti pensare a quando il vero significato di un termine si rivela solo in episodi successivi.  Con Aurora Rising ho avuto la fortuna di poter sottoporre qualche domanda direttamente agli autori, che mi hanno risposto con grande disponibilità e simpatia. 

Come ti organizzi? Prima leggi il libro e poi traduci oppure ti metti subito al lavoro?

Considerate le tempistiche editoriali classiche, leggere il libro prima di iniziare a tradurlo rappresenta spesso un’utopia. Di solito la lettura va di pari passo con il lavoro di traduzione, al quale però segue una fase di rilettura “consapevole” che dà luogo a modifiche e aggiustamenti vari.

Ci sono delle scene che vengono adattate per il mercato italiano?

Finora non mi è mai capitato di individuare divergenze fra cultura di partenza e cultura di arrivo tali da dover intervenire sulle dinamiche vere e proprie di una scena. Senza dubbio accade, invece, che a cambiare siano i riferimenti: ad esempio, ciò che per una cultura è molto diffuso potrebbe risultare raro e quindi “straniante” per un’altra. Se si vuole evitare di creare un effetto che il lettore madrelingua non avrebbe, occorre, appunto, adattare.  

Succede che l'autore non approvi, contesti oppure suggerisca modifiche di suo perché non si riconosce in una certa traduzione? 

Immagino non accada spesso, se non altro perché presupporrebbe, da parte dell’autore, una conoscenza approfondita anche della lingua del traduttore.

Sicuramente poter lavorare a stretto contatto con l’autore durante tutto il processo di traduzione sarebbe fantastico, l’unico modo per poter davvero entrare nel suo mondo, anche a costo di scontrarsi!

In questo caso il target giovanile dei lettori ha pesato? Ad esempio scegliendo un certo termine rispetto ad un altro, magari più corretto, ma meno "slang"?

Il pubblico a cui ci si rivolge è sempre un parametro di riferimento imprescindibile. “Corretto” è in realtà ciò che quel lettore percepirà come tale, non un valore assoluto. 

Come è stato tradurre le parolacce inventate dagli autori?

Be’, holy cake… a volte impegnativo, con la consapevolezza di dove prendere decisioni opinabili. In generale tento di riprodurre nel lettore italiano lo stesso effetto (probabilmente!) percepito dal lettore della lingua di partenza, anche a scapito della simmetria semantica vera e propria. 

Durante la traduzione di Aurora Rising quale personaggio e la sua relativa caratterizzazione è stato più affascinante ed interessante tradurre

Ho amato particolarmente Finian, sarcastico e sensibile allo stesso tempo.

Quale aspetto dello stile di Amie Kaufman e Jay Kristoff l'ha colpita di più?

La creatività lessicale, l’ironia, il tentativo di dare spessore anche a personaggi che rischiavano di risultare stereotipati.

Qual è stata la parte più difficile da tradurre? O quella più divertente?

È stato tutto divertente, nonostante le difficoltà. 

Hai pensato di tradurre il titolo? Nel caso, come sarebbe stato?

Forse “Aurora – Il Risveglio”. In generale, la traduzione (o non traduzione) dei titoli è una scelta della casa editrice.

Grazie per la disponibilità!

Grazie a voi!

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Aba è un personaggio molto attento all’osservazione della procedura nell’ambito del suo lavoro, ma allo stesso tempo, è molto rigorosa anche al rituale nel privato. Quanto tempo hai dedicato alla costruzione del personaggio, per far si che tra procedure e rituali riuscissero a coesistere e risultare reali? 

Questo libro riguarda il personaggio, il titolo stesso è centratissimo: questo libro è su una donna. Potrebbe essere una storia d’amore dell’800, potrebbe essere ambientato su un’astronave ma ho deciso di creare una spy story che è comunque solo uno sfondo. Aba è costretta a vivere due vite diverse: da un lato la vita della normalità, quella in cui vive gli affetti, e dall’altra, quella di avere un lavoro complicato e riuscire a tenere in bilico entrambe le cose. Cosa che fanno moltissime donne. La sua particolarità è che il suo lavoro è un po’ più complicato e soprattutto segreto. Ed essendo segreto per lei le procedure e i rituali diventano fondamentali. Non può comunicare a nessuno quello che fa e il rituale è un po’ una barriera di sicurezza che in qualche modo rende credibile il suo essere “normale”. Le procedure che cosa sono? Nei servizi segreti, un posto estremamente gerarchico, ci sono delle procedure che vanno seguite. La procedura non sempre segue la tua etica personale e finché vanno in parallelo, non si creano problemi. Ma in questo libro, a un certo punto, procedure e ritualità arrivano al collasso. 


E quanto nella tua vita personale hanno importanza i rituali e le procedure?

Sono ingegnere, tutto quello che è consequenzialità fa parte del mio pensare. Le procedure, dal mio punto di vista, sono una cosa che mi aiutano sempre ma non quando devo scrivere qualcosa, perchè a quel punto mi si impone di uscirci. Quando si scrive un giallo o una spy story, c’è sempre un’azione a cui corrisponde una reazione e questa dinamica è un po’ la procedura. La procedura che poi si scontra con la realtà dei personaggi, perchè per trama dovrebbero fare una determinata cosa, ma tu sai che a quel personaggio non va di farla e allora devi cambiare tutto perchè non puoi forzare un'azione, perchè si vede.


Aba è ispirata a qualche persona? Hai sempre avuto in mente di creare un personaggio femminile? 

Aba è la mia forma di ribellione all’immagine della donna della televisione e del cinema dove tutto ciò che è donna è sentimenti e io non volevo fare una donna sentimentale. La cosa che mi disturba di più è il modello con cui, sia letterariamente ma ancora di più cinematograficamente si continua a banalizzare la donna. La donna non sta sempre lì a piangere e cucinare come in certe serie televisive, e Aba è la mia sfida.

Le donne sono perfettamente in grado di essere razionali, lucide, precise, fredde, determinata quanto e più di un uomo.


È un romanzo molto documentato, quanto tempo ci hai messo a documentarti sui servizi segreti e sul terrorismo islamico per riuscire a rendere questo libro così credibile?

I servizi segreti per loro natura sono segreti, quindi per scrivere un libro credibile su di loro è necessaria la loro collaborazione. Mi hanno aiutato sia sulle procedure interne ma anche per entrare meglio in alcuni meccanismi riguardati il terrorismo islamico.

Aba si occupa di gestire gli infiltrarti nelle mosche italiane, un’occupazione davvero difficile perché devi trovare qualcuno già all’interno della moschea e portarla dalla tua parte.

C’è un aspetto di conoscenza tecnica e uno di conoscenza dell’ambiente e dei libici, perchè io lì ci sono nato. Ho ancora amici che vivono a Tripoli, a Misurata e a Bengasi con cui parlo regolarmente e so da loro qual è la situazione.


Che cosa ti ha spinto a scrivere realmente?

A 16 anni ho mandato a uno dei più grandi giornalisti italiani alcuni articoli su come il calcio in Libia era l’unico strumento di integrazione tra i libici e gli italiani. Pensando che non mi avrebbero mai risposto e, invece, è arrivata una telefonata in cui mi dissero che scrivevo molto bene e che avrebbero pubblicato i miei articoli, pagandomi! Ho sempre avuto una passione per la scrittura, nata anche dalla passione per la lettura. Ho sempre letto tantissimo e quando tornavo da scuola avevo un sacco di tempo libero che impiegavo leggendo.

Poi sono diventato ingegnere e nel mio lavoro, viaggiando ho sempre raccolto un sacco di idee. Però tra una storia in testa e una storia scritta ci passa davvero tantissimo tempo. Vi racconto un fatto: non ho mai avuto problemi a dormire fino a quando non ho iniziato a lavorare per una delle maggiori società che gestiscono le slot machine e mi sono ritrovato ad avere a che fare con la malavita. Così ho iniziato a non dormire la notte, e nel 2009, dopo anni che avevo in mente La trilogia del Male mi sono ritrovato a scrivere quando non dormivo. 

 

Ringrazio di cuore la Longanesi per avermi permesso di incontrare e conoscere Roberto Costantini. Trovo che la sua missione nel riscrivere la figura femminile, uscendo dai canoni odierni, sia molto difficile ma anche estremamente coraggiosa e per questo, merita molto rispetto. 

Intanto, per i lettori che si erano innamorati di Balisreri, è stata lanciata una sfida. In questo nuovo libro, c'è un vecchio personaggio e per la persona che saprà scovarlo, ci sarà un premio! Forse una copia cartacea o magari, una cena direttamente con l'Autore. 

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