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Le strade per una Blogger sono infinite e lo so bene io, che grazie a questo portale cibernetico, ho percorso e vissuto mille esperienze incredibili. 

Come vi avevo scritto Lunedì, la mia esperienza al primo firmacopie di Veronica Roth non è andata per il meglio. Ho cercato di raccontare la mia esperienza con occhi di una professionista (passatemi il termine) ma non ho voluto zittire il mio animo di Lettrice che era rimasto molto scottato. 

Avevo comunque mandato il link anche alla Galleria Rizzoli e la DeAgostini per informarli di ciò che era successo, da un lato anche pronta a tirare giù il mondo se qualcuno avesse deciso di puntare il dito sul nostro comportamento e basta. 

Ieri sera poi, sono stata contattata da un ragazzo che lavora nella Libreria dove si era tenuto l'evento. Voleva parlarmi dopo aver letto il mio post. Gioia e tripudio! Era arrivato alle orecchie giuste ma freniamo un secondo... cosa poteva volere da me? Panico! 

Ho sempre un pò di timore nel parlare negativamente di qualcosa. Non amo le grane gratuite e al mondo non si sa mai con chi hai a che fare ma no, questa volta non volevo e potevo farmi intimorire. Quindi, mi sono accordata per sentirci telefonicamente questa mattina. 

Alla fine abbiamo parlato due volte per telefono. 

La prima è stata per chiarire alla buona cos'è veramente successo domenica e la seconda, per entrare nel dettaglio.
Risultato?
Che è facile pensare male quando non si vive in prima persona qualcosa. Loro non sapevano cosa fosse successo fuori e noi, viceversa.
Andiamo però con ordine. 

Come vi avevo raccontato, sono arrivata davanti alla Rizzoli verso metà pomeriggio e la situazione della coda era già fortemente... incredibile. Molti ragazzi erano lì ad aspettare da molte ore (da prima delle 9 del mattino) e per comodità erano tutti seduti in fila, pronti all'attacco. 

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Una parvenza di rigore

Noi ci siamo messe tranquille davanti alla Scala ma le urla sono iniziate presto. Inizialmente pensavamo che Veronica Roth si fosse presentata in anticipo per iniziare prima a firmare le copie ma solo dopo ho scoperto che la nostra era una mera illusione. Si è presentata alle 16 precise e almeno sappiamo che è una donna puntuale.

La coda, per un'oretta, si è mossa con una certa regolarità. Certo, non era perfetta ma almeno non assomigliava ad un incontro di pugilato... verso le 17 però le cose andavano sempre più a rilento e qualcuno, mosso da curiosità, andava a controllare cosa succedeva davanti, raccontandoci poi della bolgia e dei furboni che cercavano di passare senza fare la fila.
Perché non mettere un freno? Perché non essere più rigorosi?

La Rizzoli Galleria ospita moltissimi eventi durante il mese e quindi, nell'arco degli anni hanno acquisito una certa esperienza nel creare e gestire certi eventi (insomma, c'è stato anche Bolle..... cioè, BOLLE! Parliamone... e pure Lorenzo Marone che se non conoscete, filate a colmare questa lacuna!).

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Non hanno mai dovuto mettere un paletto perché fino a quel momento, nessuno si era mai allontanato da lì deluso. Certo, anche dopo aver visto e stimato duemila persone non hanno voluto demordere e complice l'iniziale disponibilità di Veronica Roth, hanno cercato di gestire tutti.
Non ho ancora ben capito il perché dell'uso dei nastri di plastica (conosciamo bene la loro inutilità) ma inizialmente avevano retto.. fino al momento in cui l'isteria è diventata fin troppo insistente.

Inutile che vi racconti ancora una volta la difficoltà di vivere la ressa e lo sballottamento. Passo direttamente all'ultima ora della serata.

Come ho spiegato, quando ormai eravamo ad un palmo dall'entrata della Libreria, abbiamo visto chiuderci in faccia le porte. Giriamocela un po come vogliamo ma è stato un momento decisamente brutto. Ok, ci sono cose ben più importanti ma eravamo lì da tante ore e non eravamo nemmeno riusciti a vedere Veronica Roth.
Come detto, io e le mie amiche abbiamo fatto un passo indietro (se vogliamo essere precisi, siamo sgusciate lateralmente ahahahahah) e abbiamo guardato la situazione da spettatori incuriositi (e un pò frastornati).
Pianti, urla e scossone ai vetri della Libreria. Così i grandi e piccini hanno dato il bell'esempio.
Solo questo pomeriggio ho scoperto alcune cose.
In primis, nessuna ragazza si è presentata davanti all'entrata con un messaggio della Scrittrice. Nessun membro dello Staff della Rizzoli si è accorto della cosa ed erano quasi tutti presenti tra la postazione dove si firmavano le copie e l'entrata. Quindi "MI DISPIACE DAVVERO TANTO PER QUELLI FUORI -V. Roth" è una menzogna ma tranquilli, da un lato avrei preferito fosse vero, perché poi, la chiusura anticipata dell'evento e il disordine è stato appunto creato da Veronica Roth e dal suo seguito.
Inizialmente si era dimostrata molto disponibile alla mole di persone che erano arrivate. Sappiamo che erano state concordate solo alcune ore e lei comunque si era fermata più del previsto ma come giustamente ha fatto notare qualcuno, firmare copie non è come andare a lavorare e che venendo in Italia per la prima volta, qualche sacrificio si deve pur fare perché sei Lei è famosa, lo deve anche al nostro supporto. Eppure, con quarantacinque minuti di anticipo verso la chiusura della libreria, ha deciso che si sarebbe fermata, anche se mancavano forse ottanta persone. Fine. Stop. Non c'è stato modo di convincere nessuno di arrivare alla fine e vuoi per la stanchezza, vuoi per le urla iniziate dopo la chiusura, vuoi la fretta per non esser obbligata a fermarsi... è semplicemente andata via, senza grosse spiegazioni e senza mostrarsi a noi, che eravamo venuti per Lei.

 

X NOE
Speranza o Menzogna?

Devo però sfatare un secondo mito.

La Rizzoli Galleria aveva scritto verso mezzanotte di Domenica che si sarebbe presa in carico la spedizione di copie firmate per chi era rimasto fuori. Non avrebbero risolto il problema ma sarebbe stato meglio di niente... Menzogna o Speranza?
Eravamo rimasti fin dopo le 20 davanti alla Libreria e non avevamo visto aprirsi le porte o dare l'annuncio della cosa... ora so il perché. Tra il trambusto di pianti e urla di un genitore particolarmente infuriato, ci siamo persi l'annuncio (non siamo i soli) ma il ragazzo che gestisce la pagina della Rizzoli Galleria si è preso l'incarico di contattare quelli come noi.
Il Direttore della Libreria, preso in contropiede dalla reazione di Veronica Roth e del suo seguito, colpito dalla tristezza delle persone che aveva appena chiuso fuori (e anche qui, giustamente da un lato, fatto per non far entrare a forza le persone inutilmente ma trovo comunque che sia stato un momento fin troppo pericoloso) e probabilmente intimorito dalla forte emozione che si respirava fuori, si è preso l'incarico di sopperire ad una mancanza della Scrittrice.
Armato di aiuto e penna, ha ritirato dal retro le copie delle persone presenti, con la promessa di rispedire tutto in modo gratuito e con la firma.
Per noi, che invece non eravamo lì, hanno deciso di omaggiarci con una copia nuova e sempre una firma.

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La cosa che ora mi fa più ridere, è la dinamica di questa cosa.
Le copie ritirate e spedite, in totale sono quasi ottanta. Se Veronica Roth si fosse fermata un momento in più, avrebbe comunque firmato in tempo tutto e non ci sarebbe stato questo mal contento generale. Invece, è andata via ma quelle copie le ha dovute firmare comunque.
Diciamo che questa volta "oltre il danno, anche la beffa" è una cosa che le calza a pennello.

Rimango comunque ancora altamente schifata per certi comportamenti di alcuni genitori (i figli non li nomino perché possono ancora essere educati nel modo giusto.. se presi in tempo) e spero di non dovermi più trovare in situazioni simili.

In sintesi direi che Domenica è stata un'esperienza formativa ed oggi, lo ripeto con più convinzione.
Veronica Roth era ed è una Scrittrice che mi ha fatto passare delle buone ore e continuerò a leggere i suoi libri ma dopo questa avventura, ammetto che mi è un pò calata dal podio.

Vorrei inoltre ringraziare Nikita per il lavoro che sta facendo per noi e anche al Direttore, che c'ha smenato indubbiamente più di noi ma ha deciso di farlo comunque.

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Pochi sanno che sono appena tornata da una settimana di ferie al mare. 

Viareggio per la precisione, in una casa di amici. 

Dovete sapere che solitamente non vado al mare perchè, da "brava" genovese, non so nuotare.

Ho una fifa tremenda di entrare in acqua, anche se il rumore mi calma moltissimo. 

Motivo per cui di solito vado in montagna ma questa volta no, ho tentato e mi sono anche arrischiata. 

Non solo sono entrata in acqua ma, avevo deciso di portarmi solo tre libri.

Incredibile!

Mi capita spesso di girare per paesini e ogni volta cerco una libreria da visitare, perchè anche se i libri sono uguali, la magia cambia. Anche questa volta mi sono messa in cerca e ne ho trovate ben cinque ma solo una aveva catturato il mio amore.

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Colori semplici, linee intriganti e non troppi titoli affollati nella vetrina. 

Happyplanet Books fa parte degli angolini che si trovano per caso, mentre si cammina pensando ad altro. La prima volta che ci sono passata era chiusa (ovvio, era l'una di notte!) e mi sono ripromessa di ritornarci. 

Qualche giorno dopo, armata di bicicletta, io ed il mio compagno siamo riusciti a passarci e mi è caduto un macigno sulle spalle. 

Stava chiudendo.

Angelo, il proprietario, ci ha fatto comunque entrare per guardare qualche libro e condividere con noi la voglia della scoperta. 

Mentre eravamo lì, incominciò a tirare fuori alcuni libri mai visti ma molto interessanti e all'improvviso ci siamo trovati con in mano delle scatole vuote pronti a riempirle. 

Tra una parola e l'altra, ci siamo offerti di dargli una mano. 

Tra un titolo e uno scatolone, Angelo ci ha raccontato la sua storia e la difficoltà di entrare in un giro di pese. 

La difficoltà di creare un circolo di amanti della lettura, di entrare in sintonia con il posto e di uscire dall'etichetta del "forestiero". 

Dopo anni passati a provarci, aveva deciso all'improvviso di tornare a casa sua, anche se qualche amico era dispiaciuto. Dopo tanta delusione, era pronto a salvare il salvabile. 

Aveva gli occhi tristi, movimenti continui di chi vorrebbe essere altrove. 

Come dargli torto? Sentiamo tutti delle difficoltà delle persone che vorrebbero donare qualcosa agli altri ma non reggono per molto. Questa volta però "lo scacco matto" arriva da noi, dalla gente che sembra felice di rimanere nella sua routine e che gli vai bene solo fino al momento in cui non smuovi le acque. 

Siamo rimasti con lui quattro ore, abbiamo parlato molto e abbiamo scoperto che viviamo vicini. Abbiamo condiviso un momento importante con lui e ne sono stata molto onorata. 

Sono uscita da quel negozio con una tristezza infinita e ci penso ancora adesso. Per quanto lui dica di essersi tolto un peso, alla fine della fiera stava chiudendo per l'ultima volta la sua Libreria. 

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